MEMOSINE è l’integratore naturale che aiuta a ridurre i livelli di omocisteina.

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Che cos‘è l’Iperomocisteinemia

  • L’iperomocisteinemia è una condizione metabolica definita da un eccesso di omocisteina nel plasma. Questo composto è un aminoacido solforato che si forma naturalmente all’interno del nostro organismo durante il metabolismo della metionina.

  • Dalla teoria alla pratica clinica Per diverso tempo, l’omocisteina è stata vista semplicemente come un indicatore biochimico da monitorare. Oggi, invece, la comunità scientifica la riconosce come un fattore di rischio concreto, strettamente collegato a problematiche della salute vascolare e a fenomeni di disfunzione dell’endotelio.

  • I rischi per il sistema vascolare La pericolosità clinica dell’omocisteina risiede nella sua capacità di danneggiare l’integrità delle pareti dei vasi sanguigni. Questo processo non solo facilita l’insorgenza di lesioni, ma promuove attivamente lo sviluppo e la progressione dell’aterosclerosi, rendendo essenziale un monitoraggio attento dei suoi livelli.

I MECCANISMI METABOLICI DI CONTROLLO DELL’OMOCISTEINA

Il ruolo della rimetilazione e della trans-sulfurazione L’omocisteina occupa un ruolo centrale nel metabolismo della metionina e viene regolata attraverso due percorsi principali. La rimetilazione permette di riconvertire l’omocisteina in metionina grazie all’enzima metionina sintasi, un processo che richiede la presenza essenziale di vitamina B12 e folati. Parallelamente, la via della trans-sulfurazione trasforma l’omocisteina in cistationina e poi in cisteina, un passaggio mediato dall’enzima cistationina β-sintasi, che necessita di vitamina B6 come cofattore.

Le conseguenze dell’inefficienza metabolica Il mantenimento di questo equilibrio è cruciale per la salute cardio e cerebrovascolare. Quando una o entrambe queste vie metaboliche subiscono un’inefficienza o un blocco funzionale, il processo di smaltimento viene compromesso. Di conseguenza, l’omocisteina tende ad accumularsi nel plasma, portando all’insorgenza dell’iperomocisteinemia.

L’impatto della mutazione MTHFR

La presenza di una mutazione omozigote per il gene MTHFR riduce drasticamente l’efficienza dell’enzima metilentetraidrofolato reduttasi, compromettendo la capacità dell’organismo di convertire l’acido folico nella sua forma biologicamente attiva, il 5-MTHF. Questo blocco metabolico rende inefficace anche una dieta nutrizionalmente ottimale, impedendo il corretto svolgimento del ciclo di rimetilazione.

L’inefficienza enzimatica blocca la rimetilazione, causando un accumulo cronico di omocisteina nel plasma. Questo ‘intasamento’ metabolico favorisce l’iperomocisteinemia, esponendo il paziente a gravi rischi per la salute vascolare.

IPEROMOCISTEINEMIA

Effetti

Rischio cerebrovascolare e patologie dei piccoli vasi L’iperomocisteinemia rappresenta un fattore di rischio critico per le patologie cerebrovascolari, agendo come promotore del danno endoteliale a carico delle piccole arterie cerebrali. Elevati livelli plasmatici di omocisteina sono fortemente associati ad un aumento dell’incidenza di ictus ischemico e alla progressione della microangiopatia cerebrale, che costituisce una base comune per il declino cognitivo vascolare (Obeid et al., 2017; Zhang et al., 2021). Patologie cerebrovascolari: l’iperomocisteinemia è responsabile di un danno a carico delle piccole arterie cerebrali. Pazienti con iperomocisteinemia presentano un rischio 4 volte superiore alla norma di andare incontro a episodi di trombosi dei seni venosi cerebrali (Martilelli, 2003). Si mostra inoltre, un’ elevata correlazione con il rischio di sviluppare eventi ischemici cerebrali (Wald, 2006).

Complicanze cardiovascolari e rischio trombotico Oltre al coinvolgimento cerebrale, l’iperomocisteinemia accelera i processi di aterogenesi sistemica, facilitando la disfunzione dell’endotelio vascolare. La letteratura scientifica recente conferma una correlazione significativa tra iperomocisteinemia ed incremento del rischio di eventi tromboembolici, tra cui trombosi venosa profonda ed eventi coronarici, sottolineando l’importanza di una gestione mirata per ridurre la morbilità cardiovascolare complessiva (Moretti et al., 2017; Humphrey et al., 2020).

MEMOSINE abbassa i livelli di OMOCISTEINA

Memosine cpr contiene

  • Betaina 378,5 mg

  • CurQfen® 200 mg
    di cui curminoidi totali 70 mg
    fibre di fieno greco 60 mg
  • Vitamina B6 9,5 mg

  • Vitamina D 25 mcg

  • Vitamina B12 33 mcg

  • Acido folico (Quatrefolic®) 400 mcg

Gluten Free

Curcuma

 

  • Pianta di origine indiana, della famiglia dello zenzero
  • La curcumina si estrae dalla radice essiccata e triturata
  • E’ uno dei componenti del curry
  • Usata nella medicina tradizionale asiatica
  • Proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie, utile per svariate patologie
  • Le popolazioni indiane hanno bassa incidenza di demenza
  • L’elevato consumo di curcuma nelle popolazioni indiane è stato correlato ad una riduzione del rischio patologico, suggerendo un potenziale ruolo della curcumina nel contrastare gli effetti vascolari avversi dell’iperomocisteinemia.

    Pinto, D. S., et al. (2020). Curcumin and its potential effects on the cardiovascular system and hyperhomocysteinemia: A review of molecular mechanisms. Journal of Nutritional Biochemistry, 82, 108405.

    Zullo, G., et al. (2022). Homocysteine, Endothelial Dysfunction, and Degenerative Pathologies: State of the Art. Journal of Clinical Medicine, 11(13), 3745.

Ng T.P., Chiam P.C., Lee T., Chua H.C., Lim L., Kua E.H. Curry consumption and cognitive function in the elderly. Am. J. Epidemiol. 2006;164:898–906. 

CurQfen®

è una formulazione di curcuminoidi liberi in forma amorfa, inseriti all’interno di una matrice di fibra solubile da fieno greco che permette l’assorbimento dei curcuminoidi in forma libera direttamente nell’intestino.

  • 100% naturale
  • Assorbimento dei curcuminoidi in forma libera
  • Farmacocinetica di 24 h
  • In grado di attraversare la barriera emato-encefalica

 

VITAMINA D

  • Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: le due più importati sono la vit.D2 (ergocalciferolo, di provenienza vegetale) e la vit.D3, o colecalciferolo, derivante dal colesterolo, di provenienza animale e biologicamente più attiva.
  • La vitamina D è presente in pochissimi alimenti (pesce, uova, fegato, alcuni funghi). La fonte principale di vitamina D per l’organismo umano è l’esposizione solare.
  • La vitamina D3 ottenuta tramite l’esposizione solare (in particolare l’irradiazione UVB) o attraverso la dieta subisce due reazioni di idrossilazione per essere trasformata, a livello epatico e renale, in calcitriolo, il suo metabolita attivo.
  • La Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) sostiene che in Italia l’80% della popolazione sia carente di vit.D e che la condizione carenziale aumenterebbe con l’avanzare dell’età sino ad interessare la quasi totalità della popolazione anziana.

Funzioni biologiche della vitamina D

  • La vitamina D agisce con un meccanismo d’azione ormonosimile, legandosi al recettore VDR che si trova nelle cellule bersaglio.
  • Uno dei ruoli più importanti della vitamina D è il mantenimento dell’equilibrio del calcio scheletrico, promuovendo l’assorbimento del calcio nell’intestino, mantenendo i livelli di calcio e fosfato per la formazione dell’osso e consentendo il corretto funzionamento dell’ormone paratiroideo per mantenere i livelli sierici del calcio.
  • Recenti studi hanno suggerito che la vitamina D svolge un ruolo nella regolazione della risposta immunitaria di tipo innato attraverso la riduzione del rilascio di citochine pro-infiammatorie da parte dei linfociti T ed inibisce la proliferazione delle cellule t.
  • Da esperimenti in vitro si è evidenziato come l’idrossicalcitriolo possa stimolare la produzione di catelicidina umana (CAMP), un peptide con azione antimicrobica in differenti colture cellulari.
  • La letteratura scientifica contempla anche una serie di studi epidemiologici ed osservazionali sulla correlazione tra bassi livelli di vitamina D e rischio di sviluppo di alcuni tumori, slerosi multipla e depressione.

Vitamina D e Iperomocisteinemia (HHcy)

Vitamina D e Iperomocisteinemia (HHcy)

  • Regolazione metabolica: La vitamina D favorisce l’omeostasi del metabolismo dell’omocisteina, contribuendo alla riduzione dei suoi livelli plasmatici (Vojinovic et al., 2020).
  • Protezione endoteliale: Contrasta la disfunzione vascolare indotta dall’HHcy, riducendo lo stress ossidativo e preservando l’integrità dei vasi (Zullo et al., 2022).
  • Mitigazione del danno neuronale: Protegge dalla neurotossicità da glutammato e dall’infiammazione gliale, effetti collaterali dell’eccesso di omocisteina (de Oliveira et al., 2020).
  • Sinergia protettiva: Agisce come fattore neurotrofico, limitando l’atrofia d’organo e proteggendo la barriera emato-encefalica dai danni dell’iperomocisteinemia (Grieb, 2021).

Dose giornaliera consigliata di vitamina D

La dose consigliata varia da 400 a 1000 U.I. al giorno

  • 1 U.I. corrisponde a 0,025 mcg di colecalciferolo
  • 1 mcg di colecalciferolo corrisponde a 40 U.I.
  • MEMOSINE contiene 25 mcg di colecalciferolo per compressa
  • 25 mcg corrispondono a 1000 unità giornaliere, la dose consigliata

MEMOSINE contiene 1000 unità di VITAMINA D per compressa

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Riduzione del danno vascolare e della tossicità cellulare sistemica

Tecnologia innovativa che dà luogo ad un complesso chiamato curcumagalactomannosidi

Matrice di fibre da fieno greco che permette l’assorbimento dei curcuminoidi in forma libera direttamente nell’intestino