Che cos‘è l’Iperomocisteinemia
I MECCANISMI METABOLICI DI CONTROLLO DELL’OMOCISTEINA
Il ruolo della rimetilazione e della trans-sulfurazione L’omocisteina occupa un ruolo centrale nel metabolismo della metionina e viene regolata attraverso due percorsi principali. La rimetilazione permette di riconvertire l’omocisteina in metionina grazie all’enzima metionina sintasi, un processo che richiede la presenza essenziale di vitamina B12 e folati. Parallelamente, la via della trans-sulfurazione trasforma l’omocisteina in cistationina e poi in cisteina, un passaggio mediato dall’enzima cistationina β-sintasi, che necessita di vitamina B6 come cofattore.
Le conseguenze dell’inefficienza metabolica Il mantenimento di questo equilibrio è cruciale per la salute cardio e cerebrovascolare. Quando una o entrambe queste vie metaboliche subiscono un’inefficienza o un blocco funzionale, il processo di smaltimento viene compromesso. Di conseguenza, l’omocisteina tende ad accumularsi nel plasma, portando all’insorgenza dell’iperomocisteinemia.
L’impatto della mutazione MTHFR
La presenza di una mutazione omozigote per il gene MTHFR riduce drasticamente l’efficienza dell’enzima metilentetraidrofolato reduttasi, compromettendo la capacità dell’organismo di convertire l’acido folico nella sua forma biologicamente attiva, il 5-MTHF. Questo blocco metabolico rende inefficace anche una dieta nutrizionalmente ottimale, impedendo il corretto svolgimento del ciclo di rimetilazione.
L’inefficienza enzimatica blocca la rimetilazione, causando un accumulo cronico di omocisteina nel plasma. Questo ‘intasamento’ metabolico favorisce l’iperomocisteinemia, esponendo il paziente a gravi rischi per la salute vascolare.
IPEROMOCISTEINEMIA
Effetti
Rischio cerebrovascolare e patologie dei piccoli vasi L’iperomocisteinemia rappresenta un fattore di rischio critico per le patologie cerebrovascolari, agendo come promotore del danno endoteliale a carico delle piccole arterie cerebrali. Elevati livelli plasmatici di omocisteina sono fortemente associati ad un aumento dell’incidenza di ictus ischemico e alla progressione della microangiopatia cerebrale, che costituisce una base comune per il declino cognitivo vascolare (Obeid et al., 2017; Zhang et al., 2021). Patologie cerebrovascolari: l’iperomocisteinemia è responsabile di un danno a carico delle piccole arterie cerebrali. Pazienti con iperomocisteinemia presentano un rischio 4 volte superiore alla norma di andare incontro a episodi di trombosi dei seni venosi cerebrali (Martilelli, 2003). Si mostra inoltre, un’ elevata correlazione con il rischio di sviluppare eventi ischemici cerebrali (Wald, 2006).
Complicanze cardiovascolari e rischio trombotico Oltre al coinvolgimento cerebrale, l’iperomocisteinemia accelera i processi di aterogenesi sistemica, facilitando la disfunzione dell’endotelio vascolare. La letteratura scientifica recente conferma una correlazione significativa tra iperomocisteinemia ed incremento del rischio di eventi tromboembolici, tra cui trombosi venosa profonda ed eventi coronarici, sottolineando l’importanza di una gestione mirata per ridurre la morbilità cardiovascolare complessiva (Moretti et al., 2017; Humphrey et al., 2020).
MEMOSINE abbassa i livelli di OMOCISTEINA
Curcuma
- Pianta di origine indiana, della famiglia dello zenzero
- La curcumina si estrae dalla radice essiccata e triturata
- E’ uno dei componenti del curry
- Usata nella medicina tradizionale asiatica
- Proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie, utile per svariate patologie
- Le popolazioni indiane hanno bassa incidenza di demenza
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L’elevato consumo di curcuma nelle popolazioni indiane è stato correlato ad una riduzione del rischio patologico, suggerendo un potenziale ruolo della curcumina nel contrastare gli effetti vascolari avversi dell’iperomocisteinemia.
Pinto, D. S., et al. (2020). Curcumin and its potential effects on the cardiovascular system and hyperhomocysteinemia: A review of molecular mechanisms. Journal of Nutritional Biochemistry, 82, 108405.
Zullo, G., et al. (2022). Homocysteine, Endothelial Dysfunction, and Degenerative Pathologies: State of the Art. Journal of Clinical Medicine, 11(13), 3745.
Ng T.P., Chiam P.C., Lee T., Chua H.C., Lim L., Kua E.H. Curry consumption and cognitive function in the elderly. Am. J. Epidemiol. 2006;164:898–906.
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VITAMINA D
Funzioni biologiche della vitamina D
Vitamina D e Iperomocisteinemia (HHcy)
Vitamina D e Iperomocisteinemia (HHcy)
- Regolazione metabolica: La vitamina D favorisce l’omeostasi del metabolismo dell’omocisteina, contribuendo alla riduzione dei suoi livelli plasmatici (Vojinovic et al., 2020).
- Protezione endoteliale: Contrasta la disfunzione vascolare indotta dall’HHcy, riducendo lo stress ossidativo e preservando l’integrità dei vasi (Zullo et al., 2022).
- Mitigazione del danno neuronale: Protegge dalla neurotossicità da glutammato e dall’infiammazione gliale, effetti collaterali dell’eccesso di omocisteina (de Oliveira et al., 2020).
- Sinergia protettiva: Agisce come fattore neurotrofico, limitando l’atrofia d’organo e proteggendo la barriera emato-encefalica dai danni dell’iperomocisteinemia (Grieb, 2021).
Dose giornaliera consigliata di vitamina D
La dose consigliata varia da 400 a 1000 U.I. al giorno
- 1 U.I. corrisponde a 0,025 mcg di colecalciferolo
- 1 mcg di colecalciferolo corrisponde a 40 U.I.
- MEMOSINE contiene 25 mcg di colecalciferolo per compressa
- 25 mcg corrispondono a 1000 unità giornaliere, la dose consigliata
MEMOSINE contiene 1000 unità di VITAMINA D per compressa




