Ansia: che Ansia?

Fai il test di autovalutazione.

L’ansia è un’emozione?

Tutte le esperienze, ogni difficoltà psicologica come pure i sintomi e le malattie, possono assumere un significato diverso a seconda della visione che abbiamo del funzionamento degli esseri umani e dell’idea che ci siamo fatti di come funzioniamo, cresciamo e ci sviluppiamo.

Io sono una psicologa e psicoterapeuta umanista.

La psicologia umanista si fonda sul presupposto di base che ogni individuo possiede una spinta naturale ed organismica che lo dirige verso il proprio personale processo di crescita, una tendenza all’espansione di sé, all’autorealizzazione verso cui ognuno di noi tende. 

Da questo dipende la nostra capacità di fare scelte, di prendere decisioni, di essere abili nel dare risposte a ciò che ci accade; è  da questa spinta che si sviluppa  la nostra creatività, il senso critico , la responsabilità, il coraggio. 

La malattia psichica, i sintomi , il disagio, la tensione, il turbamento, l’ansia, per noi umanisti sono esattamente l’espressione di un arresto, di una deviazione di tale spinta, dovuto ad un adattamento disfunzionale dell’individua all’ambiente.

Tutte le volte che la frequenza e l’intensità con cui questi, ed altri sintomi si presentano in ognuno di noi, aumentano in modo incontrollato, allora siamo molto probabilmente in presenza di un’ansia “inappropriata” che può evolversi in un disturbo d’ansia, attacco di panico o fobia.

L’ansia è un disturbo?

I disturbi d’ansia sono i disturbi psicologici tra i più diffusi nella popolazione. Per esempio, in uno studio americano condotto su 8000 adulti, circa il 28% degli intervistati ha riportato di aver avuto esperienza, almeno una volta nella vita, di sintomi caratteristici di un disturbo d’ansia, secondo i criteri di classificazione del manuale diagnostico dei disturbi mentali allora in uso (DSM-IV-TR) (Kessler, Berglund, Demler, et al., 2005). 

Tutti i disturbi d’ansia sono associati con riduzioni sostanziali nella qualità della vita.

Quali sono i segnali dell’ansia?

Allora cerchiamo di capire meglio che tipo di reazioni avvertiamo nel nostro corpo e nei nostri pensieri e determinare se quello che proviamo o pensiamo sia più o meno “appropriato”. Ognuno di noi può praticamente essere prudente o adeguatamente preoccupato al fine di salvaguardare la propria vita, ma al contempo essere talmente iperprotettivo da evitare qualunque forma di esperienza al punto da sperimentare in modo elevato alcuni dei fastidiosi e spesso invalidanti sintomi dell’ansia.

Esistono diverse componenti che determinano uno stato ansioso:

  1. una prima forma legata prevalentemente alle emozioni e dunque alla componente affettiva di ognuno di noi.  Ha a che fare con situazioni del tipo : provare  un tremendo sentimento di colpa anche per cose di poca importanza; sentirsi  continuamente sopraffatti dai problemi; pensare e rimuginare continuamente  su avvenimenti di poca importanza
  2. un secondo tipo di ansia è maggiormente legato alle manifestazioni fisiologiche e dunque al nostro corpo: sentirsi agitati o irrequieti; percepire un tremore interno; avere mani sudate e fredde; sentire forte il battito del cuore, provare un senso di soffocamento; avere paura di perdere i sensi, tremore alle gambe, insonnia
  3. una terza forma può essere legata principalmente ai nostri pensieri: pensare di non porcela fare a fare qualcosa; avere eccessiva paura del giudizio degli altri, sentirsi sempre sotto pressione anche per compiti semplici, avere difficoltà a divertirsi; avere sensazione di vuoto mentale; fare valutazioni negative su se stessi, tendere a dare maggiore importanza ai giudizi negativi piuttosto che positivi etc.

Come vedi l’ansia è creata da molti fattori biologici oltre che psichici. Quando percepiamo un pericolo, il nostro cervello entra in azione. L’amigdala manda un segnale alla corteccia pre-frontale, che a sua volta rimanda un messaggio di preoccupazione all’amigdala. A questo punto sono vari i percorsi che il nostro corpo può intraprendere e dunque diversi sono i comportamenti messi in atto, che vanno dalla produzione di serotonina e dunque ad una consequenziale sensazione di calma e maggiore serenità, ad una produzione di adrenalina che può portare ad eccessiva agitazione.

A complicare molto le cose è proprio il fatto che ad alimentare questi processi è una corrispondenza continua tra corpo e mente, dando agli eventi che accadono intorno a noi, significati e connessioni emotive che sono del tutto soggettive.

Questo significa che alcune delle normali reazioni fisiologiche descritte, possono essere aumentate in modo esponenziale da credenze, pensieri e convinzioni che hanno a che fare con le nostre esperienze pregresse, con il modo in cui percepiamo noi stessi, con il tipo di relazioni che abbiamo costruito nel tempo.

E’ possibile “curare” l’ansia? 

Assolutamente si!

Se, dunque, ti è capitato di avvertire uno o più di questi sintomi, o di avere pensieri o stati emotivi simili a quelli descritti, potresti trovarti in una condizione temporanea di ansia, vale a dire legata in particolare ad un momento specifico della tua vita (ansia di stato); se invece queste condizioni sono presenti e fanno più parte della tua vita da sempre è possibile che l’ansia sia una condizione emotiva più stabile della tua persona. 

In entrambi i casi, esistono delle specifiche terapie e cure che possono aiutarti a ridurre la sintomatologia ansiosa al fine di rendere migliore la tua qualità di vita.

Rivolgiti ad un professionista della relazione d’aiuto come uno psicologo,  uno psicoterapeuta o un medico psichiatra.

bibliografia

  • American Psychiatric Association (2001), DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Text Revision, Masson, Milano
  • “Che ansia. Come controllarla prima che lei controlli te” di A. Ellis. Edizioni Erickson

Autore

Monica Perricone
Monica Perricone
Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di gruppo. Psicologa presso CTA Maria Sanfilippo, Palermo.

Qual'è il tuo livello di ANSIA?

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SCALA DI AUTOVALUTAZIONE DELL'ANSIA (ZUNG, 1971)

1 / 20

Mi sento scoraggiato, depresso e triste

2 / 20

La mattina è il momento in cui mi sento meglio

3 / 20

Ho crisi di pianto o mi sento come se stessi per piangere

4 / 20

Ho problemi di sonno durante la notte

5 / 20

Continuo a mangiare tanto quanto mangiavo prima

6 / 20

Mi piace ancora avere rapporti sessuali

7 / 20

Ho notato che sto perdendo peso

8 / 20

Ho problemi di stipsi

9 / 20

Il mio cuore batte più velocemente del solito

10 / 20

Mi stanco senza motivo

11 / 20

La mia mente è lucida quanto prima

12 / 20

Trovo facile fare le cose che facevo prima

13 / 20

Sono agitato e non riesco a rimanere fermo

14 / 20

Sono ottimista riguardo al futuro

15 / 20

Sono più irritabile del solito

16 / 20

Trovo facile prendere decisioni

17 / 20

Mi sento utile e necessario

18 / 20

Ho una vita piuttosto intensa

19 / 20

Ho la sensazione che gli altri starebbero meglio se io morissi

20 / 20

Gradisco ancora fare le cose che facevo prima

  • MIGLIORE BIODISPONIBILITA’DEI PRINCIPI ATTIVI

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